GLASTONBURY: TRA RE ARTU' E IL SACRO GRAAL 

 

Le leggende che circondano Glastonbury, uno dei luoghi sacri più conosciuti del sud dell'Inghilterra, attraggono ogni anno migliaia di visitatori di ogni genere. I romantici vi sono richiamati dalle leggende di re Artù, Ginevra e i Cavalieri della Tavola Rotonda, i pellegrini dalla sua antica eredità cristiana, i mistici vi accorrono alla ricerca del Sacro Graal, e gli astrologi subiscono il richiamo dello zodiaco che, a quanto si dice, è tracciato in questi paesaggi.

Glastonbury era quasi un’isola circondata da paludi o acque alluvionali quando i primi cristiani vi si stabilirono, in un periodo non ben accertato. Oggi rimangono importanti ruderi dell'abbazia principale costruita nel XIII e nel XIV secolo, contraddistinta da una mistica assai singolare. La Cappella della Madonna, risalente al XII secolo, sorge sul luogo di una chiesa più antica, distrutta da un incendio nel 1184. Questa era la ‘Chiesa Vecchia’, edificata, secondo la tradizione, da Giuseppe di Arimatea, il ricco del Vangelo che avvolse il corpo di Gesù in un lenzuolo e lo trasportò nella sua tomba.

Una leggenda narra che Giuseppe emigrò poi a Glastonbury e vi fondò una chiesa. Un’altra riferisce che approdò con una nave vicino alla collina di Wearyall e si appoggiò al bastone per pregare. Questo pose delle radici da cui nacque il Glastonbury Thorn, il ‘biancospino di Glastonbury’, che ancora fiorisce a Pasqua e Natale sul terreno dell'abbazia e di fronte alla chiesa di San Giovanni.

Forse il più grande mistero di Glastonbury è quello relativo al corpo di re Artù. I suoi resti giacciono veramente nel suolo dell'abbazia? Benché i monaci asseriscano di averli ritrovati, insieme a quelli della sua compagna Ginevra, si nutrono molti dubbi sull'attendibilità della vicenda.  

La leggenda dice che al termine della sua ultima battaglia a Camlann, Artù fu trasportato morente nella mistica isola di Avalon. Qui il re ordinò a Sir Bedivere di disfarsi della sua magica spada Excalibur. Quando il cavaliere la gettò in un lago, dalle acque emerse una mano che la afferrò. Quale fu l’esatto luogo in cui si svolse questo strano episodio? La tradizione popolare lo identifica con lo stagno, in seguito prosciugato, di Pomparles Bridge, nei pressi di Glastonbury.

La tomba fu scoperta dopo che un bardo gallese rivelò il segreto della sepoltura al re Enrico II. Il monarca ne informò l’abate di Glastonbury e, durante la ricostruzione del monastero dopo l’incendio del 1184, i monaci andarono in cerca del sepolcro. A circa 2 m di profondità trovarono una lastra di pietra e una croce di piombo recanti l’iscrizione "Hic iacet sepultus inclitus rex arturius in insula avaionia" (Qui giace sepolto il rinomato re Artù nell'isola di Avalon). Al di sotto della lastra era deposta una bara ricavata da un tronco d’albero, contenente le ossa di un uomo alto 2,4 m, nonché ossa più piccole identificate come quelle di Ginevra, in base ad alcuni resti di capelli rinvenuti con esse. Il punto oggi contrassegnato come Tomba di Artù è in realtà quello in cui le ossa furono risotterrate nel 1278, in una tomba di marmo nero posta davanti all'altare maggiore. La sepoltura originaria non reca indicazioni e si trova a 15 m di distanza dalla porta sud della Cappella della Madonna.

Re Artù ebbe con Glastonbury rapporti precedenti a questi, secondo una leggenda narrata già prima della scoperta della sua tomba. Melwas, un re del Somerset, rapì Ginevra e la tenne prigioniera a Glastonbury. Artù accorse per liberarla dalla roccaforte che si riteneva sorgesse sulla Tor.

In epoca medievale, i monaci di Glastonbury edificarono una chiesa in cima alla Tor e la consacrarono all'Arcangelo Michele, ma essa venne distrutta da un terremoto. Il campanile che ancora svetta sulla collina è tutto quanto rimane di una chiesa successiva, costruita per sostituire la precedente. L’intenzione dei frati era probabilmente quella di convertire la pagana Tor al cristianesimo.

Ai piedi della collina di Tor si trova un antico pozzo, le cui acque sorgive imitano con il loro suono il battito di un cuore. Inoltre, contenendo ossido di ferro, hanno una colorazione rossa; per questo il pozzo è detto anche Fonte del Sangue.

Ma il suo nome più famoso è Chalice Well, poiché, secondo la tradizione, il Sacro Graal, il calice da cui Gesù bevve durante l’Ultima Cena, venne trasportato in Inghilterra da Giuseppe di Arimatea e nascosto proprio qui. Si favoleggiava che il Graal avesse poteri miracolosi e dopo la sua scomparsa molti cavalieri della Tavola Rotonda lo cercarono invano.

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